Immaginiamo un borgo o il centro di una piccola città. Un uomo che si sveglia all’alba e si affaccia alla finestra che dalla sua stanza da sulla piazza. Si strofina gli occhi, si stiracchia, poi resta qualche minuto ad osservare gli ambulanti che via via allestiscono le loro bancarelle. Un mondo prende forma. L’ aria è fresca fuori, un timido sole sta per fare capolino ma sarà una mattina di foschia tipicamente autunnale. Se per ogni immagine c’e’ un suono, io ho pensato a questo quando ho iniziato ad ascoltare il cd di Marco e Lorenzo. E poi un crescendo di suggestioni, spesso e volentieri visive, che mi hanno portato a fantasticare sulla giornata di quest’uomo e sul sul mondo.

MARCO ANCONA e LORENZO BALDAN sono i mercati nei giorni di nebbia, un duo di musicisti che hanno scelto lo Stick ed il Sonorus Tapper per disegnare il loro scenario di emozioni e suoni in un progetto che venerdì 20 maggio sono pronti a proporci dopo mesi di lavoro, sessioni di prove, elaborazioni e aggiustamenti.

Da dove arriva il vostro nome?

Volevamo qualcosa che creasse un’ immagine evanescente ma allo stesso nitida, una sensazione che può essere riconoscibile da tutti, così come a noi ricorda una situazione vissuta durante l’infanzia. Qualcosa di familiare ed intimo insomma.

Che lavoro presentate con questo cd?

Non è un concept album, i brani sono nati e si sono sviluppati autonomamente ma una traccia che li unisce si può trovare nei titoli. I temi e le atmosfere sono diverse, si va dalle sonorità arabeggianti di “Risveglio ad Ankara” all’intimismo di “La settima bianca” ai riferimenti “tecnico industriali” di “M30;”.

Tutti i pezzi però mirano a evocare nell’ascoltatore immagini forti e nitide. Avete scelto di affidarvi ai suoni, senza ricorrere all’uso della parola…

Arrivati a un certo punto del lavoro ci è sembrato che il materiale fosse sufficiente per esprimere tutto ciò che volevamo e abbiamo deciso di non aggiungere nuovi elementi. La nostra intenzione era creare un lavoro che fosse basilare ma altamente espressivo e ci sembra di esserci riusciti, elaborando e condividendo idee, dando ciascuno il proprio contributo.

Quanto vi ha impegnato questo cd?

È stato un anno di lavoro intenso, concentrato nei ritagli di tempo delle nostre giornate, ma è stato anche un lavoro divertente che si è presto tradotto in una passione. Se ci si pensa, un anno di studio non è nemmeno molto per imparare a suonare uno strumento. Lo Stick nel bellunese è praticamente una novità e può essere un territorio musicale alternativo, un’offerta in più.

Dà una gratificazione immediata e coniuga la varietà espressiva con il piacere offerto dalla pratica degli strumenti a corde.

Parliamo della scelta originale di questo strumento..

Lo Stick ed il Sonorus Tapper offrono ampie possibilità perché a differenza di altri strumenti a corde come la chitarra, più adatta all’accompagnamento, lo stick permette di creare anche melodia. Somiglia quasi al pianoforte.

Quando abbiamo scoperto il fascino dello stick abbiamo immediatamente abbandonato le band in cui suonavamo. Nonostante il loro discreto successo non potevano in alcun modo competere con il fascino del nuovo strumento.

Alleghiamo un paio di foto di repertorio delle nostre band passate, chiaramente originali ed in alcun modo ritoccate.

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Intervista di Simone Cassol, 19 maggio 2016

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